In Camerun il lavoro agricolo familiare è stato individuato dalla Banca Mondiale come il principale veicolo di impiego per almeno per i prossimi due decenni. Purtroppo però, la formazione tecnico-professionale pubblica non investe adeguatamente sull’agricoltura familiare, concentrandosi su settori meno vantaggiosi e produttivi per la comunità. Ciò porta alla sottoccupazione dei giovani, andando così a favorire i fenomeni dell’esodo rurale e le migrazioni.

Le Scuole Agricole Familiari cercano di colmare questa lacuna, offrendo ai giovani studenti una formazione multidisciplinare in ambito agricolo e artigianale, e sostenendo i giovani che hanno ottenuto il diploma nell’avvio di piccole attività generatrici di reddito.

L’unicità di queste scuole risiede nella capacità di creare contesti comunitari virtuosi in ambienti difficili e dall’economia assai fragili: il Nord del Camerun è infatti il territorio più arido del Paese, i villaggi si raggiungono con difficoltà e la presenza di Boko Haram si sta intensificando sempre più. Ecco allora che la scuola diventa una seconda famiglia, un punto di riferimento per questi giovani, affiancati ed incoraggiati da équipe pedagogiche che applicano la cosiddetta pedagogia dell’alternanza, affiancando i lavori nei campi a quello in aula.

Questo è ciò che accade anche nelle Scuole Agricole Familiari di Mazi e Badjouma: famiglie e insegnanti lavorano fianco a fianco per consentire ai giovani di coltivare, accanto alla terra, le proprie aspettative, mettere a frutto le proprie potenzialità e garantirsi così un futuro nella terra in cui sono nati!

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