La regione di Kaffrine ha tutt’oggi uno sviluppo marginale rispetto alle altre dell’entroterra senegalese: l’agricoltura è tradizionale e i campi sono arati con l’aratro e i buoi. Il settore agricolo impiega circa il 77.5% della popolazione (anche infantile) e da luogo ad un’agricoltura dipendente da fattori ambientali. Le tecnologie sono arretrate, il lavoro poggia sulla forza fisica dei coinvolti, soprattutto donne e ragazzi.

Inoltre, l’assenza di tecnologie impedisce la efficiente conservazione e stoccaggio dei prodotti mentre la carenza di competenze rende il commercio, se presente, poco redditizio. La maggioranza delle famiglie non copre il fabbisogno alimentare: l’ospedale di Kaffrine afferma che nel II trim.2017 276 bambini sono stati ricoverati per forme gravi di malnutrizione.

Il COMI punta su attività agricole e di allevamento per dar vita a una produzione diversificata rispettosa dell’ambiente, capace di migliorare la sicurezza alimentare. Si compreranno capre (5 per gruppo) -utili per l’alimentazione e la concimazione con sterco- e si migliorerà la produzione, trasformazione e commercializzazione; si pianteranno 15 alberi da frutta a villaggio e si daranno semi per insalata, pomodori, melanzane etc. a tutti i 16 gruppi di donne.

Consci dell’importanza dell’agricoltura per lo sviluppo del paese e come opportunità contrastante la migrazione, il COMI sosterrà anche i progetti rurali dei Missionari OMI nei quali l’agricoltura funge sia da strumento di formazione che di occupazione, tramite l’acquisto di materiali, lo scambio e il trasferimento di competenze.

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