I Mapuche, etnia indigena della regione de Los Rìos, nell’area pedemontana del Cile, rappresentano il 79,84% degli indigeni e il 9,9% della popolazione totale del paese. Dopo essere stati sterminati e cacciati dalle loro terre nel corso del XIX Secolo, oggi i Mapuche continuano ad essere emarginati, discriminati e minacciati dalle pressioni dei consorzi economici che stanno portando avanti un processo di monoculturizzazione delle terre coltivabili, contribuendo all’impoverimento dell’ecosistema e sottraendo spazio alle culture ed ai mestieri tradizionali.

Conseguenza di questo depauperamento delle tradizioni agricole locali è la perdita dei riferimenti culturali e famigliari, incentrati sul ruolo della donna nella famiglia e come custode delle tradizioni ancestrali. I giovani indigeni sono costretti a migrare verso città come Temuco o Santiago in cerca di lavoro, finendo per ingrossare le file dei poveri delle enormi periferie urbane e provocando un crescente problema di integrazione sociale tra i Mapuche e il resto della popolazione cilena. L’altissimo tasso di disuguaglianza sociale che queste dinamiche hanno innestato è alla base dei disordini che stanno caratterizzando il paese negli ultimi mesi.

Il progetto del COMI è rivolto alle donne Mapuche e finalizzato a recuperare il loro ruolo nella messa a cultura e protezione del territorio naturale, promuovendo così economia circolare e protezione dell’ambiente, diritti umani e diversità culturale, tradizione indigena e uguaglianza sociale.

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