COMI con l’intervento “Recupero dell’agricoltura tradizionale e dei semi ancestrali per il popolo Mapuche”, opera nella Regione di Los Ríos nel sud del Cile, a Malalhue, dove un gruppo di donne Mapuche della Associazione Mujeres Emprendedoras de Malalhue ha avviato due orti comunitari seminati a fagioli e semi antichi, riavviando così l’ancestrale ruolo degli orti tradizionali che un tempo riuscivano a sfamare tutta la comunità, assicurando un lavoro redditizio ed una alimentazione sana e indipendente. In Cile ci si nutre con fagioli provenienti da USA, Brasile e Perù, e negli anni di Pandemia, in un paese lungo come il Cile basta uno sciopero dei camionisti o una restrizione sanitaria per isolare intere zone dall’approvvigionamento delle merci prodotte dalle multinazionali. Intanto, l’agricoltura familiare è seriamente minacciata dalla monocultura che controlla sempre più terre coltivabili, accompagnata dall’imposizione di acquistare semi certificati e fertilizzanti chimici. Questo ha costi altissimi in termini economici, di salute e di perdita di mestieri tradizionali, causa diretta dell’emigrazione dei giovani. Le donne delle comunità con cui COMI lavora (quante?), hanno deciso di non acquistare più i semi certificati previlegiando il recupero dei semi ancestrali, resistenti al clima e di comprovato rendimento. La prossima sfida sarà quella di attirare l’attenzione delle nuove generazioni: si sta lavorando con il liceo statale República del Brasile di Malalhue per parlare di sovranità alimentare, mentre la rete dei piccoli produttori di legumi è stata messa in contatto con l’Università Austral de Valdivia.

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