In Rwanda divenire madri al di fuori del matrimonio porta ad una stigmatizzazione sociale che costringe le ragazze a lasciare le proprie case di origine col figlio, e condurre spesso una vita di vagabondaggio nell’indigenza totale, perdendo così l’opportunità di costruirsi il futuro e provvedere ai propri bisogni così come invece voluto. Il progetto ha come obiettivo generale la formazione e il sostegno delle beneficiarie ad una indipendenza economica, la fruizione dei propri diritti, una migliore qualità di vita dei figli e la reintegrazione sociale. Intende quindi sostenere, in accordo con le Autorità locali politiche e religiose, gruppi di ragazze-madri afferenti alla parrocchia di Rwamiko, promuovendo inizialmente attività formative finalizzate alla costituzione di imprese/associazioni e gestione di progetti produttori di reddito ed ipotizzando successivamente anche la creazione di gruppi di risparmio.  Allo stesso tempo appoggia attività basate sull’agricoltura (coltivazione di patate e grano) su campi comuni approfittando delle due stagioni delle piogge che consentono un doppio raccolto annuale: una parte dei raccolti potrebbe essere utilizzata direttamente dai membri per autoconsumo ed una maggior quantità stoccata e poi rivenduta nel periodo più vantaggioso. A ciò è previsto l’affiancamento dell’allevamento di maiali, inizialmente in stabulazione centralizzata e poi, con la loro moltiplicazione, distribuita successivamente tra le ragazze-madri membri dell’Associazione; questo per garantire una adeguata fertilità dei terreni grazie all’utilizzo del concime ottenuto, per consentire un autosostentamento dal consumo di carne e, con la vendita, il raggiungimento di una maggiore autonomia economica, necessaria per dare un futuro alla propria vita e a quella dei propri figli.